Apprendistato di 1° e 3° livello: possibile la successione ma non la trasformazione


Non è ammissibile la “trasformazione” di un contratto di apprendistato di 1° livello in apprendistato di alta formazione e ricerca, in quanto la normativa prevede tale possibilità esclusivamente con riferimento all’apprendistato professionalizzante; di contro, è possibile la “successione” di un diverso contratto di apprendistato, purché il piano formativo sia diverso rispetto a quello portato a termine, circostanza certamente ravvisabile laddove il nuovo contratto di apprendistato sia finalizzato ad acquisire un titolo di studio ulteriore rispetto a quello già conseguito (Ispettorato nazionale del lavoro, nota 23 novembre 2020, n. 1026)


Come noto, l’art. 43, co. 9, del D.Lgs. n. 81/2015 consente espressamente la trasformazione del contratto di apprendistato di 1° livello (per la qualifica e per il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica) in apprendistato professionalizzante, allo scopo di conseguire la qualificazione professionale ai fini contrattuali, nei limiti di durata massima complessiva individuata dalla contrattazione collettiva.
Al riguardo, infatti, nel percorso di apprendimento teorico-pratico proprio dell’apprendistato, necessariamente rileva la durata dell’eventuale rapporto di lavoro precedentemente intercorso con il medesimo datore di lavoro, in quanto tale elemento incide inevitabilmente sul bagaglio complessivo delle competenze del lavoratore (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, interpelli n. 8 del 2 febbraio 2007 e n. 38 del 5 novembre 2010, circolare n. 5 del 21 gennaio 2013). In altri termini, un rapporto di lavoro preesistente di durata limitata, anche di apprendistato, non pregiudica l’instaurazione di un successivo rapporto formativo, a patto che la qualificazione da raggiungere con il nuovo contratto non sia già posseduta all’atto dell’instaurazione del rapporto, pena la nullità del contratto di apprendistato per impossibilità di formare il lavoratore rispetto a competenze da lui già possedute. In tal senso, peraltro, anche la giurisprudenza di legittimità (Corte di Cassazione, sentenza n. 17574 del 1° novembre 2004), secondo cui un lavoratore già impegnato con un contratto di natura formativa può essere parte di un ulteriore contratto che abbia come oggetto altro tipo di formazione, anche se astrattamente rientrante nella stessa qualifica contrattuale, purché l’ulteriore contratto sia idoneo a conferire una professionalità diversa da quella già acquisita.
Orbene, tanto premesso, non è possibile la “trasformazione” di un contratto di apprendistato di 1° livello in apprendistato di alta formazione e ricerca, in quanto il D.Lgs. n. 81/2015 prevede espressamente tale possibilità esclusivamente con riferimento all’apprendistato professionalizzante, delegando peraltro alla contrattazione collettiva l’individuazione della durata massima complessiva dei due periodi di apprendistato.
Di contro, in assenza di esplicite previsioni normative o contrattuali ostative, è ammissibile la “successione” di un nuovo contratto di apprendistato, sempreché il piano formativo sia diverso rispetto a quello già portato a termine, circostanza questa certamente ravvisabile laddove il nuovo contratto di apprendistato sia finalizzato ad acquisire un titolo di studio ulteriore rispetto a quello già conseguito, anche in virtù di un precedente contratto di apprendistato di 1° livello. Resta fermo il rinvio alla normativa regionale per la disciplina dei contratti di apprendistato questione.