Avvocati, la sospensione cautelare dall’Albo non determina l’automatica interruzione del processo


La sospensione dall’esercizio della professione dell’unico difensore, a mezzo del quale la parte è costituita in giudizio, determina l’automatica interruzione del processo, anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza, con conseguente nullità degli atti successivi, solo se si verifica un concreto pregiudizio arrecato dall’evento al diritto di difesa (Corte di Cassazione, ordinanza 02 agosto 2019, n. 20850)


Una Corte d’appello territoriale aveva rigettato l’appello proposto da un avvocato avverso la sentenza del Tribunale di prime cure che aveva accolto l’opposizione proposta dall’Inps avverso il precetto, notificato dal medesimo avvocato, per crediti professionali da attività giudiziale. La Corte territoriale, in particolare, aver rigettato il motivo d’appello tendente a far dichiarare la nullità della sentenza perché resa nonostante l’estinzione del giudizio di primo grado, per la mancata riattivazione a seguito dell’interruzione automatica del processo derivante dalla sospensione cautelare dell’avvocato dall’iscrizione all’Albo degli avvocati. Altresì, la Corte aveva confermato le deduzioni di merito dell’opposizione a precetto svolte dal primo giudice, dando atto che l’avvenuta riattivazione del processo in appello aveva impedito l’estinzione e che, come affermato dal primo giudice, sussisteva la competenza del giudice del lavoro in ragione dell’origine del credito professionale, derivante da sentenza su rapporto previdenziale.
Avverso la sentenza, l’avvocato propone ricorso in Cassazione, lamentando la non conformità a diritto dell’interpretazione accolta dalla Corte territoriale per la quale l’impossibilità di compiere durante la sospensione atti del procedimento opererebbe limitatamente al perdurare della causa dell’interruzione e non si protrarrebbe fino alla richiesta di prosecuzione o alla riassunzione del processo.
Per la Suprema Corte il motivo è infondato perché non sussiste la causa di interruzione invocata, con il consequenziale effetto estintivo del giudizio di opposizione a precetto che il ricorrente connette alla mancata tempestiva riattivazione. Secondo un principio consolidato, infatti, la sospensione dall’esercizio della professione dell’unico difensore, a mezzo del quale la parte è costituita in giudizio, determina l’automatica interruzione del processo, anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza, con conseguente nullità degli atti successivi, solo se si verifica un concreto pregiudizio arrecato dall’evento al diritto di difesa. Pertanto, non si determina alcuna nullità degli atti processuali nell’ipotesi in cui il periodo di sospensione del difensore dalla professione cada integralmente tra una udienza e la successiva in quanto nessuna incisione negativa sulle attività difensive della parte può ritenersi verificata, con conseguente esclusione della nullità della sentenza successivamente emessa, nonostante il verificarsi dell’evento interruttivo in parola.