Contributi aggiuntivi ai fondi pensione: i chiarimenti applicativi


Si forniscono chiarimenti in ordine all’applicazione dei commi 171 e 172, art. 1 della Legge di bilancio 2018, con i quali sono stati dettati criteri per l’individuazione, nei contesti nei quali operano sia fondi pensione negoziali nazionali di categoria sia fondi pensione negoziali territoriali, della forma pensionistica di destinazione dei contributi di fonte contrattuale o normativa che risultano caratterizzarsi per l’essere contributi aggiuntivi alle ordinarie modalità di finanziamento di cui all’art. 8 del Decreto lgs. 252/2005.


Per fondi pensione negoziali nazionali di categoria si intendono sia quelli istituiti da contratti e accordi collettivi, anche aziendali; accordi, anche interaziendali per gli appartenenti alla categoria dei quadri, promossi dalle organizzazioni sindacali nazionali rappresentative della categoria, membri del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro; accordi fra soci lavoratori di cooperative, promossi da associazioni nazionali di rappresentanza del movimento cooperativo legalmente riconosciute; sia le forme pensionistiche complementari di cui all’art. 20, comma 1, del Decreto lgs. 252/2005.
Le norme contenute nei commi 171 e 172 dell’art. 1 della Legge 205/2017 risultano contraddistinte da una ratio comune, consistente nell’intento del Legislatore di privilegiare, in assenza di una diversa volontà dell’aderente, l’unicità delle posizioni individuali, così da evitare la suddivisione su più forme pensionistiche delle contribuzioni ordinarie da un lato e delle contribuzioni c.d. “aggiuntive” dall’altro, nonché di valorizzare la volontà del lavoratore.
L’espressione “contributi aggiuntivi alle ordinarie modalità di finanziamento di cui all’art. 8 del Decreto lgs. 252/2005” è da intendersi riferita a quei contributi, di parte datoriale che spettano, in virtù dell’applicazione di contratti collettivi o di norme di legge, direttamente ai lavoratori dagli stessi interessati in aggiunta agli “ordinari” flussi contributivi (per “ordinari” si intende il contributo datoriale o il contributo del lavoratore o il TFR).
In merito alla portata applicativa del primo periodo del comma 171, si ritiene che lo stesso riguardi in particolare quei lavoratori che già aderiscono a un fondo pensione negoziale territoriale. Si tratta, cioè, di quei lavoratori che già versano al fondo pensione negoziale territoriale gli ordinari contributi a carico del datore di lavoro e del lavoratore, anche senza TFR nei casi in cui ciò sia previsto, ovvero a tale fondo siano iscritti per effetto del conferimento tacito del solo TFR. Qualora in aggiunta a tali voci contributive (ordinarie), un contratto collettivo o una norma di legge facciano sorgere il diritto del lavoratore di beneficiare di un ulteriore contributo datoriale, tale contributo affluirà al fondo pensione negoziale territoriale di riferimento al quale il lavoratore è già iscritto. Tale primo periodo del comma 171 non riguarda, invece, quei lavoratori che non hanno ancora aderito alla previdenza complementare e che, quindi, non versano a una forma  pensionistica complementare alcuna forma di contribuzione ordinaria.
Il secondo periodo del comma 171 prende in considerazione la diversa ipotesi, al momento già presente in alcuni contratti collettivi di secondo o terzo livello, in cui, al fine del versamento del contributo aggiuntivo è richiesto al lavoratore di effettuare una scelta tra più forme pensionistiche di tipo negoziale di possibile destinazione (tipicamente il fondo pensione di settore e quello territoriale). In tal caso, in mancanza di un’esplicita scelta del lavoratore, se il lavoratore risulta già iscritto a un fondo pensione negoziale, il contributo aggiuntivo affluirà alla posizione già in essere ritenendosi prevalente la volontà già manifestata dallo stesso in fase di adesione; se il lavoratore non è iscritto a nessun fondo pensione negoziale, il fondo di destinazione è invece individuato applicando il criterio indicato dall’art. 8, comma 7, lett. b) del Decreto lgs. 252/2005 per il conferimento del TFR tacito.
I fondi pensione negoziali territoriali dovranno, entro giugno 2018, apportare le modifiche statutarie necessarie per poter accogliere i predetti “contributi aggiuntivi”. Con norma di chiusura è, poi, previsto che laddove alla data del 1° luglio 2018 i fondi pensione negoziali territoriali non avessero ancora posto in essere le iniziative idonee alla predetta modifica statutaria, i contributi aggiuntivi dei lavoratori a tali fondi già iscritti affluiranno comunque agli stessi fondi territoriali di riferimento.
Infine, il terzo periodo del comma 172 riguarda coloro che risultino iscritti ad un fondo pensione negoziale per effetto del solo versamento di contributi “aggiuntivi” (ad esempio il contributo c.d. contrattuale di parte datoriale), senza tuttavia versare allo stesso flussi di contributi “ordinari”. Nell’ipotesi in cui tali soggetti risultino essere altresì aderenti a una forma pensionistica territoriale e alla stessa destinino contributi ordinari, vi sarà il ricongiungimento con la posizione già in essere presso il fondo pensione negoziale territoriale, così unificando in un’unica forma la posizione prima suddivisa su più forme.